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Il virus lombardo

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domenica, 22 marzo 2020 10:10

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Rosario Pesce
Gli scienziati non sanno ancora se il virus, che ha colpito le regioni del Nord, sia quello cinese o una sua mutazione genetica, che determina un più alto grado di mortalità, visto che le cifre sono davvero impressionanti se si considera il numero dei morti in rapporto ai contagi conclamati.
Certo è che, ad oggi, la cifra di oltre quattromila decessi, dei quali la stragrande maggioranza concentrata nelle province di Cremona, Bergamo e Brescia, rappresenta un record negativo per la regione più ricca e potente in Italia, che avrebbe dovuto reagire in modo diverso all’infezione del coronavirus.
Forse, è venuta meno la prevenzione, per cui le città sono state chiuse dal Governo regionale e da quello nazionale con evidente ritardo?
Forse, la comunità scientifica non ha intuito per tempo i rischi di un’infezione virale ben più letale di quelle cui siamo abituati nel nostro Paese?
Forse, la Sanità lombarda, interessata nell’ultimo ventennio da un massiccio piano di privatizzazioni e di contemporaneo dimagrimento degli ospedali pubblici, si è dimostrata molto più debole di quanto potesse essere prevedibile nell’affrontare un nemico così insidioso?
Forse, per anni si è raccontata una favola intorno all’efficienza presunta del Nord, che si è dimostrata ingannevole in una circostanza tragica, come questa che stiamo ora vivendo?
Certo è che, quando sarà finita l’emergenza di questi giorni, la Lombardia si troverà di fronte ad un disastro inenarrabile, visto che all’altissimo numero dei morti si aggiungerà l’ineluttabile crisi economica derivante dalle settimane di chiusura degli esercizi commerciali e delle attività imprenditoriali, che peseranno non poco sul prodotto interno di quella regione, come dell’intero Paese.
Forse, il coronavirus ci permette di comprendere che le differenze fra le varie parti d’Italia non sono così accentuate, come sono state descritte sempre dai giornalisti e dal mondo dell’informazione?
Certo è che chi ha governato, in modo continuo, quella regione dal 1994 in poi deve dare una spiegazione, perché non possono morire migliaia di individui senza una ragione, almeno plausibile.
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